Recensioni

Pensieri di un giorno qualunque

Avete mai guardato con spirito poetico una vostra giornata? Caterina Rotondi, lo ha fatto per noi. Dal sorgere del giorno al suo spegnersi nella notte, la persona si veste di maschere. Figlia, donna, madre, lavoratrice, poetessa. Un punto chiave unisce tutte le figure, ed è il domani. Tutte guardano al domani. Sono passi incalzanti, difficili da fermare per la tanta passione e voglia di non fermarsi. I limiti ci vengono imposti ma sta a noi deviarli o addirittura eliminarli, questo è uno dei messaggi. Non c’è domani se, però, non c’è consapevolezza del proprio passato. E il momento del ricordo è la notte. La ventunesima ora è giunta. Ora siamo in grado di poter dimenticare il dolore vissuto. Quel dolore che ci ha reso forti, non è scomparso. Possiamo paragonarlo alle fondamenta di una casa. Ci sono eppure non si vedono, ma tutti sanno della loro esistenza. Chiunque si avvicini all’autrice vedrà la persona, ma solo leggendo le sue poesie potremmo scorgere le basi del suo vivere. Le sue esperienze saranno parole dolci che alieteranno la nostra prima ora e il nostro domani.

Silvia Berti

Un giorno: la vita

La vita, vista attraverso lo scorrere d’una giornata. Geniale.
Passano, nello scandire delle ore, l’infanzia dorata, l’amicizia da condividere, il tempo tiranno (“ti svegli una mattina/ e ti ritrovi già adulto/ il volto segnato/ e il cuore di bambino”), il desiderio di non arrendersi, l’amore per la madre, e ancora l’amore e, talvolta l’incomunicabilità dei sentimenti.
Su tutto, anche nei momenti di tristezza, lo sguardo fiero e positivo della ragazza del sud, cresciuta a “sole e salsedine”, che vuole essere “spettatrice dei suoi giorni”. Così il rosso dei papaveri vince sulle ortiche che ostacolano il cammino e trionfano gli affetti (“Figli”: “guardarci, sorriderci, pensarci, abbracciarci”).
Non farsi sorprendere, fino alla fine (“Se non vuoi che la notte/ ti sorprenda all’improvviso/ allunga il passo”). Dobbiamo “reinventarci la vita” e non morire dentro, raccogliere i momenti felici, le nostre “piccole isole”, spazi nostri e irripetibili.
E ci ripete in “Domani”, quasi come un mantra, “il tempo è breve come un raggio di sole./ Non fermarti”. (…) “Vivi ora / Regala i tuoi sorrisi”. “C’è sempre qualcuno che ti aspetta…” Poesia amica, come una mano che ti sfiora e che ti fa compartecipe del suo ottimismo e anche del “silenzio pieno d’immenso” che la sua sensibilità riesce a cogliere e a trasmettere.

Maria Grazia Caverni

Qui c’è la vita in un giorno

Il pregio di questi versi sta nell’allegoria che li sostiene. Ogni parola è studiata con precisione, con l’intento di offrire i momenti salienti del percorso di una vita, nel suo evolversi.
Il libro prende le mosse dal risveglio dell’Io, che riconosce sé stesso protagonista adulto di “anni rubati”, con un cuore che rinasce dall’infanzia.
All’inizio, al cuore di bambino s’affaccia il volto della mamma, unica vera guida, bellissima, dolcissima, foriera di amorevolezza, saggezza, coraggio, orgoglio.
Nell’ora successiva si diviene cuccioli sperduti e irripetibili in un mare di inquietudini. Poi è l’amore-dolore dell’adolescenza a consumare le  aspettative. Gli attimi si accumulano, svaniscono presto in bolle di sapone e fuggono dalle nostre mani protese nella voglia di altruismo.
Sopraggiunge così il  tempo delle scelte, da fare al sole, fra incertezze e sicurezze. Nascono le amicizie con i salti sul materasso odoroso, creando quel cerchio che “non si sarebbe mai spezzato”. E viene il tempo della libertà, la scoperta deludente della solitudine, da percorrere con coraggio, seguendo il pazzo vento vagabondo della vita che spinge lontano.
La consapevolezza cresce, non ancora adulta, ma già capace di riconoscere la saldezza degli esordi nella propria storia. Si torna dalla propria mamma, ed insieme ci si aggrappa alle origini, sulla terra rozza, forte e calda del sud.
Il tempo matura, il vento capriccioso trasforma in inverno il torpore dell’estate. C’è tanto da fare per raggiungere, dal presente, nuovi odori di vita. Tra madre e figlia permangono complicità  e amore, nel comune coraggio di vivere, anche in un campo di ortiche, per la soddisfazione di scorgere profumati papaveri rossi. Momenti di sconforto creano solchi profondi, ove seppellire parole di sorrisi mascherati, che ti marchiano dentro.
È questa l’ora di aggrapparsi alla luce e ricomporre in immagine il piccolo riflesso di sé.
È sufficiente un  fiore, od un sorriso, o una serata di stelle per riscoprire la felicità, lasciandosi trasportare dai pensieri verso il sole sdraiato all’orizzonte, per giocare coi suoi colori più belli. Il tempo dell’amore giunge sereno, con lo sguardo che crea quel sentimento che non si scorda mai. I figli consolano abbracci e sorrisi, la vita è matura, occorre già pensare a loro.
La parabola è al culmine, non bisogna lasciarsi sorprendere all’improvviso dal buio. La vita ha bisogno di consenso. Occorre saper riflettere ancora nella luce di silenzi pieni d’immenso, senza affondare, indifesi, nella notte. Mentre l’anima urla progioniera del corpo,  la nostra età che avanza, senza la fretta del ritorno, ha doni da porgere ai piedi dell’immenso.
La memoria ondeggia in un groviglio di pensieri che si arruffano e s’accapigliano in lampi di ricordi.
L’ultima ora è il tempo di una ninna nanna, una coccola antica che non lascia morire dentro, ma sa reinventare la musica d’una nuova canzone.
È l’ora del domani, che supera il tempo della storia, l’ora di far uscire dal breviario la poesia, parole seppellite da riproporre in fila. Nel domani c’è un fiore che nasce, i sorrisi vanno regalati, c’è sempre qualcuno che aspetta il dono di ogni cosa.
Grazie, Caterina, credo che i tuoi versi piaceranno, per la loro semplicità e per i contenuti, e non temere, continua a pensare ai tuoi sogni, e saranno sempre meno quelli pronti a criticare “mandandoti dritto lì – a pensare ancora nero… a quel paese.”

Gian Luigi Bonardi

Pensieri di un giorno qualunque

Difficile scrivere una recensione su questa opera scritta da una poetessa nata… Ogni parola, ogni segno di punteggiatura, ogni titolo dei bellissimi componimenti che formano questa meravigliosa opera, meriterebbero ciascuno un commento, poichè tanto è scritto tra le righe e tra le parole e ognuno può prendere ciò che più lo colpisce. Attraverso un giorno ideale, dal mattino alla notte, l’Autrice ci prende per mano e ci porta nel suo mondo, ricco di amore, ideali e valori, quelli dei quali tanto si sente la mancanza nel nostro tempo… nulla è bello se non c’è l’amore, magari sia pur con poco pane. Splendida la poesia “Dio della vanità”: la poetessa parla con questo “Dio” e ci si chiede chi mai potrà essere fino all’ultimo verso che, mentre ci rivela chi è il “Dio”, ci stupisce e quasi ci “costringe” a rileggere la poesia che ci piace di più ancora. Parimenti bella è “Come papaveri”, anche questa chiara all’ultimo verso, o “Solchi profondi” dove partiti avvolti in un sentimento malinconico, arriviamo invece alla speranza, quasi certezza che qualcosa cambierà in meglio. Potrei continuare commentando ogni poesia, ma mi fermerò qui per suggerire a tutti di leggere questo capolavoro, finito il quale ci dispiace dover tornare nel “solito” mondo, tanto bene si stava in quelli di Caterina.
Complimenti all’Autrice, che auspichiamo scriva ancora, ancora e ancora…

Maria Cristina Fornaciari

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2 thoughts on “Recensioni”

    1. Scrivere i miei pensieri mi aiuta a capire di piu’anche chi mi circonda a contenete la mia ansia dai problemi e dalla distanza dai miei cari tutti lontani ma anche a fermare certi attimi irripetibili in questo periodo di riflessione per mettere insieme i pezzi della mia vita che non vadano perduti.Grazie Lisa ….un abbraccio

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